Tetris con le parole

15 01 2009

Ebbene si, ora la celebre musichetta di tetris ha anche un testo.. grazie a lui





New Orleans

7 09 2008

Spero non me ne vogliano gli amici di DeadManWriting, ma non ho potuto evitare, dopo aver visto il loro post, di pubblicare anche io questa canzone di Davide Van de Sfross, che reputo certamente la mia preferita dell’ultimo album (e non solo!).

La dedica è tutta alla città di New Orleans, che ha una storia recente decisamente tormentata. L’uragano spezza tutto, porta via ogni cosa, tranne l’amore appena sbocciato di due teneri amanti, speranzosi di tornare presto nella loro città.

A me piace ascoltarla ad occhi chiusi perché ha la capacità enorme di generare immagini e storie lontane nella mia mente. Chi non l’ha mai sentita potrà far un po’ fatica all’inizio col dialetto laghè, ma vi assicuro che se vi entra nella mente non la toglierà più nessuno!

Seet vegnuda granda giò in paluud,
insèma ai cucudrill e al tò fredèll,
mi hai detto che tuo padre ha tre fucili,
ma urmai g’ho un coer de trenta chili
e podi anca fàss sparà….

E me ho crumpaa un capèll de paja
e una cravatta che g’ha soe i farfall
E poi ti ho portato una collana
cun tucc i perli in fila indiana
la pussee bèla de New Orleans

e propi adèss che te me feet vedè un suriis,
la radio parla de questo cielo sempre pussee griis,
e propi adèss che te strènget la mia man,
gh’emm dumà el teemp de tirà soe trii strasc e nànn…

RIT. – E adèss che canzòn te canti
che la chitàra l’ha purtada via el fioemm
E adèss che canzòn te soni,
che la mia trumba l’ha bufàda via el veent…
Le nostre lacrime sul Mississipi sono difficili da far vedere
Le nostre urla dentro l’uragano
e queste assenze da lasciar tacere
E come mai piovono aghi da lassu’ ?
e siamo bambole voodoo trafitte in ogni punto ormai…
E te…desmètt de piaang o mon amour
Te tegneroo la man toujour…
e ti riporto a New Orleans

E turnerà amò el carnevaal
e la paguura la resterà soel fuund del fioemm
E poi la canzone che ho cantato
adesso è un fiore soffocato
Ma la magnolia la riavrà…
E me g’ho un tatuagg cun’t el tò nomm,
l’ho fatto giù alla festa dei cajun
E tu la mia canzone l’hai imparata e non l’hai dimenticata
Ne’anca adèss che suta i tronn…

e propi adèss che te me feet vedè un suriis, ….





Come se il mondo

29 06 2008

Come Se Il Mondo
Cisco
Insomma è deciso
e fatti i bagagli
e non credo che
ci rivedremo mai più
hai sempre saputo
badare a te stessa
perciò i consigli
li tengo per me

Possano gli anni
rincorrersi a lungo
e dimenticarsi
di rincorrere te
possa ogni giorno
portarti il suo dono
e ritrovarti sempre come se..

Come se il mondo finisse stanotte

A volte mi manchi
e ancora fa male
sarebbe una balla
se dicessi di no
ma alla terza bottiglia
si diventa più saggi
il dolore lo sai
prima o poi svanirà

E allora brindo alla vita
e a ciò che ci porta
bevo agli amici,
ai compagni,anche a me
in un’osteria calda
tra le nebbie e la bassa
dove posso sentirmi quasi come se..

Come se il mondo finisse stanotte





Tu, Carlo e un tuffo nel passato

24 06 2008

Soundsblog mi ha appena fatto sapere che è da poco uscito il nuovo singolo di Io, Carlo. Forse non a tutti questo nome dirà qualcosa ma vi assicuro che è un artista davvero particolare. Fatevi un giro sul suo MySpace se avete tempo. Comunque, ho ascoltato dunque questo nuovo singolo.. e devo dire che ho completato il tuffo nel passato cominciato qualche post fa! Ascoltatela anche voi, guardate il video… e ditemi se non vi sale un po’ di malinconia!

Ah..il titolo è Figlio dei Manga!

Ti ricordi di mindy e di mork
volava in un uovo e veniva da ork,
ma che fine hanno fatto i dark
il cubo di rubik e quei pazzi dei punk
ti ricordi di bo e luke
di rosko p. coltrane, dello zio jessy
non mi mentire dai,
lo so che guardavi candy candy

non vergognarti mai
di quello che sei e di quello che eri
pensa che tra i miei eroi
il numero uno era moroboshi

se fossi stato ataru
con Lamù sicuro ci stavo
se fossi stato jigen
sparavo la tv
invece sono qui seduto
davanti ad uno schermo piatto
e il mondo mi scorre accanto
e nemmeno lo guardo più

la storia lo so non si fa
ne con i se e ne con i ma
ma se potessi ritornerei
ai tempi di goldrake e di sampey

negli anni 80 sapessi che guai
tra i metallari e i paninari

guardati attorno oramai
milioni di cloni tutti uguali

non vergognarti mai
di quello che sei
di quello che eri
pensa che tra i miei eroi
il numero uno era moroboshi

se fossi stato Ataru
con Lamù di sicuro ci stavo
se fossi stato jigen
sparavo la tv
invece sono qui seduto
davanti ad uno schermo piatto
e il mondo mi scorre accanto
e nemmeno lo guardo più





Scusa…

20 06 2008

Scusa
Se sono troppo sincero
Se non riesco a perdonarmi
Di aver perso del tempo chissà dietro a che cosa
Invece di cercare te
Ma questo forse gia lo sai
Che certe cose accadono
Soltanto quando sembra chiaro
Che a te non può succedere

Tu portami via
Dalle spine del mondo
Aiutami ad essere uomo
Nel buio più pesto
Insegnami come si fa
A non sentirsi di troppo
E a non avere sempre dentro
Il mare d’inverno

Scusa se mi sono distratto
Se non dico mai ti amo
Se faccio troppo tardi
Ritorno e tu gia dormi
Mi siederò vicino a te
Ma non ti sveglierò perchè
Mentre tu dormi scacci via
Anche l’ultimo fantasma nero
Ed io lo vedo allontanarsi

Tu portami via
Dai giudizi cattivi
Da questo abbrutirsi
Dentro a riti banali
Insegnami come si fa
A non sentirsi di troppo
E a non avere sempre dentro
Il mare d’inverno

Dedicata a chi, come me, a volte fa fatica a chiedere scusa. Anche per delle piccolezze, che col tempo diventano macigni duri da spostare.





L’autostrada

4 06 2008

Davvero balla questa canzone di Silvestri. Non so perchè mi piace tanto ascoltarla e riascoltarla. Ve la propongo nella prima versione, anche se quella dell’ultimo cd, Monetine, mi piace di più.

Non so perché mi ricorda le poesie montaliane che tanto amavo alle medie, come “Meriggiare pallido e assorto…”

La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all’incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate.
Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all’incrocio pensò:
“aspettiamo che arrivi l’estate”
l’estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce, l’odore di verze marcite
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l’autostrada
ci porterebbe senz’altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua
la chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po’ più di vernice
ed un’unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all’improvviso fu molto più forte l’odore del pane alle olive
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l’autostrada
ci porterebbe senz’altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
“mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole” mi disse
e a te cosa piace?
“mi piace sentire la forza di un’ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l’estate”
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire
l’incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l’incrocio-la casa-la chiesa-la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta…
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
la gente
che passa
ci guarda
ci osserva
e prosegue veloce





Prossimamente…

3 06 2008

Inishmore – La casa del vento

Nei sentieri di Inishmore
Ho perduto il mio amore
E’ volato per caso
Oltre quelle scogliere
Sopra i venti di Inishmore
Ho smarrito il suo nome
Non ricordo i suoi occhi
Dei capelli il colore.

Nelle pinte di Inishmore
Ho affogato il ricordo
Certi notti in un viaggio
Tutto quello che ho perso
E la gente di Inishmore
Venne fuori a guardare
Per regalare un sorriso
O solo per salutare.

Sulla strada di Inishmore
C’era un signore
Che mi disse di correre
E di cercare
Che la notte per lui
Stava per arrivare
E che qualche rimpianto
Lo faceva soffrire.

Sotto i muri di Inishmore
Ho nascosto un pensiero
Che venisse cambiato
Con qualcosa di vero
Mentre i vecchi di Inishmore
Raccontavano storie
E i bambini correvano
E facevano rumore.

Sulla strada di Inishmore
C’era un signore
Che mi disse di correre
E di cercare
Che la notte per lui
Stava per arrivare
E che qualche rimpianto
Lo faceva soffrire.





Il solito sesso

10 05 2008

Semplice e geniale questa canzone di Max Gazzè ormai mi è entrata in testa e non vuole più uscirne! Un testo semplice, spontaneo, chiaro, una melodia orecchiabile e esce fuori una bella canzone di quelle che inizia a canticchiare e non la smetti più per giorni!

MAX GAZZE’ – Il solito sesso


Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
allora stai zitta, non parlarmi nemmeno.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te un pochino almeno servisse.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua
presenza…
dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Posso rivederti questa sera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto