Perchè tutti “dovrebbero rispondere” la stessa cosa

11 06 2008


Allora. La prima cosa di cui mi sono accorto è che:

- O il test di ieri non vale assolutamente una mazza e ognuno risponde quel che gli pare…

- … o il 2% è in realtà ben più grosso del 2%!

- … o il 2% del territorio nazionale che risponde in modo diverso si è concentrato totalmente tra le persone che conosco e mi han detto quello che han risposto

- … o la popolazione dei miei amici e conoscenti non sono un campione statistico attendibile.

Fatto sta che nessuno di quelli che finora ho sentito ha risposto “******* ******” nel test che se non avete ancora fatto vi consiglio di fare prima di continuare a leggere. Tanto è velocissimo!

Fatto sta che come promesso pubblico le motivazioni, trovate su psichesoma, per le quali tutti, o quasi, dovremmo dare la stessa risposta…!

In qesto post provo a dare una spiegazione al motivo per cui il 98% della popolazione risponde in un determinato modo a questo test in cui viene prima chiesto di fare dei calcoli rapidi e poi viene chiesta un’associazione. Se lo conoscete andate avanti nella lettura del post se invece non lo avete mai fatto vi consiglio di farlo subito (c’è da restare sbalorditi) e poi continuare questa lettura.

Ecco anche io ho risposto ******* ***** (metto gli asterischi per non rovinare il test a chi non lo ha ancora fatto…) ma la mia curiosità mi ha spinto a cercare di capire il motivo per cui le nostre menti reagiscono dando questa risposta.

Iniziamo analizzando il meccanismo del gioco e poi concluderemo con la teoria che dovrebbe essere alla base.

Ti viene detto di rispondere ad una serie di domande il più in fretta possibile e senza pensarci su. A questo punto ti vengono posti alcuni semplici calcoli matematici. Così facendo si attiva la parte della corteccia cerebrale implicata nella soluzione di calcoli semplici che è di certo un’area arcaica della corteccia e una di quelle che si attiva per prima nella vita delle persone (i calcoli semplici e le associazioni semplici sono le prime forme di pensiero ad essere attivate nella nostra vita). I calcoli da fare diventano progressivamente più difficili (anche se sempre abbastanza semplici) mentre l’ultimo calcolo torna ad essere semplicissimo (123+5 ) e ti permette di rispondere molto velocemente; il tutto condito da affermazioni del tipo “dai scorri velocemente le domande” e “manca poco alla fine del test”. A questo punto c’è la domanda finale che ti “obbliga” ad accedere ad un’altra parte del cervello (in cui si svolgono associazioni semplici casuali) e ad attivarla velocemente incalzato da chi pone la domanda.
Come detto in precedenza entrambe queste aree si sviluppano molto precocemente nella vita di un individuo e questo è il punto di partenza per associare la teoria che dovrebbe spiegare il risultato di questo test.

La teoria dei prototipi (Rosch, 1978), infatti, afferma che ogni stimolo fa parte di una classe di altri stimoli con i quali condivide le caratteristiche definenti quella classe. Secondo questa teoria il riconoscimento delle configurazioni si basa sul confronto con prototipi, vale a dire forme astratte che rappresentano gli elementi più rappresentativi della classe di stimoli cui la configurazione appartiene.
La teoria dell’analisi delle caratteristiche ipotizza che ogni pattern complesso sia composto di elementi più semplici o di caratteristiche. La rappresentazione memorizzata d’ogni caratteristica non consiste, però, in una copia della realtà ma in un derivato della media degli esempi già incontrati. Quindi, s’ipotizza che il processo di percezione inizi con l’estrapolazione delle caratteristiche dallo stimolo e prosegua con la combinazione delle varie caratteristiche in unità complesse che sono poi confrontate con quelle presenti nella memoria a lungo termine.
Per semplificare: quando impariamo una nuova parola la associamo ad una parola che è il referente principale del gruppo a cui la parola si riferisce; ad esempio quando impariamo la parola “uccello” prendiamo il pettirosso come esemplare a cui rapportare gli altri uccelli dal quale si discosteranno di vari gradi di differenziazione. Vicino al pettirosso sarà il cardellino mentre più lontano sarà l’aquila o il condor; lontanissimo sarà il pinguino. Se infatti chiediamo ad un gruppo di persone di scrivere il nome di un uccello o di disegnarlo la maggior parte scriverà la parola “pettirosso” o disegnerà un uccello dalla sue forme.

Quello che si evince quindi dal test è che il martello è l’utensile prototipo e il rosso è il colore prototipo. Altra conferma viene dal fatto che questo test non vale solo per chi parla italiano ma funziona in tutte le lingue.

Sarà… a questo punto spero di trovare qualcuno che risponda MARTELLO ROSSO!


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12 risposte

11 06 2008
desireclery

mah, son scettica su ste robe da psicologi…

11 06 2008
desireclery

il mio martello resta blu

11 06 2008
syymza

@desireclery: mmm…vorrà dire che il tuo prototipo di colore sarà il blu e non il rosso :P ora… chiama uno psicologo per indagare su quale sia il motivo^^

11 06 2008
desireclery

mah daniele, sarà che son contorta io di mio… però so che con uno psicologo mi divertirei troppo, tra la mia curiosità e la mia “giocherellosità” mi sa che poi dallo psicologo ci dovrebbe andare lui! :D (maieutica socratica applicata all’intorno circostante la funzione roberta-desireclery)

11 06 2008
D.Dog - Dome

A questo punto mi vergogno un pò…
Io ho risposto MARTELLO ROSSO!!

Secondo me cmq, incide anche la concentrazione con cui lo fai…

Bo, la vita continua… :P

11 06 2008
Pier

vi giuro che ho pensato: “sega circolare elettrica verde fosforescente a pois rosè”!! … dovrei andare dallo pisicologo??

12 06 2008
desireclery

Pier, ci andiamo assieme dallo psicologo, ma tu ne hai più bisogno di me :P

12 06 2008
Pier

se devo dire tutta la verità, sono in terapia da quando avevo 2 anni.. ma frank, il mio amico invisibile con la testa da coniglio, dice che passerà—

12 06 2008
desireclery

Pier, inizia a preoccuparti se il tuo amico invisibile ti parla atraverso il tuo dito indice, se scrivi ETROM sulle porte di casa e se tuo papà è uno scrittore in crisi creativa con un certo interesse per le accette… shining docet :P

13 06 2008
Silvia

Quando mel’aveva fatto Dome io avevo risposto MARTELLO ROSSO e ci ero rimasta malissimo leggendo che era la risposta che avrei dato T_T

14 06 2008
oscar982

Sostanzialmente penso la risposta dipensa soprattutto dal contesto in cui una persona è vissuta e da cio che maggiormente l’ha influenzata durante la sua evoluzione.
Io ho risposposto TRAPANO VERDE proprio fuori da tutti gli schemi bo sara magari per il fatto che il verde è il mio colore preferito e il trapano è lo strumeto che ho maggiormente utilizzato nei miei pochi lavoretti di casa.

In fine se sei interessato a questo genere di argomenti visto che sei uno studente di ing. informatica come me, be ti consiglio di mettere nel piano di studi INTELLIGENZA ARTIFICIALE, ti verranno spiegate tante belle cose sulla psicologia cognitica, tecniche pattern matching e reti neurali che ti chiariranno tante belle cose.

Ops che commento lungo…vabbe!!! ciao ciao

15 06 2008
syymza

@oscar982: purtroppo mi sa che il ramo di ingegneria della conoscenza, intelligenza artificiale e simili me lo son giocato… Diciamo che sto seguendo corsi nell’ambito dei sistemi informativi..
Forse nel secondo anno di specialistica riesco a inserir qualcosa ma è dura…

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